Questa sezione è dedicata al telescopio più famoso al mondo, il Telescopio Hubble. Prima di entrare nel merito ci sembra doveroso spendere qualche parola su Edwin Powell Hubble il padre della cosmologia moderna, da cui prende il nome il telescopio.
Edwin Powell Hubble nacque a Marshfield nel Missouri il 20 novembre 1889, fin da giovane s’interessava d’astronomia finché ne intraprese la facoltà presso l’Università di Chicago. Dopo aver conseguito la laurea nel 1910, nel 1917 prese anche il dottorato in Astronomia presso la stessa Università, finche Gorge Hale gli offrì un posto di lavoro presso l’osservatorio di monte Wilson dove era stato installato nello stesso periodo il nuovo telescopio Hooker da 2,5 m, il più grande al mondo a quel tempo. Tramite l’Hooker, Hubble scoprì che molte nebulose non facevano parte della nostra galassia, ma la sua più grande scoperta fu il Redshift, ovvero che l’Universo è in espansione. Nel 1929 con la collaborazione di Milton Humason formulò empiricamente quella che oggi viene detta legge di Hubble, tramite questa scoperta, vi fu l’introduzione, da parte di Gorge Gamow, della teoria del Big Bang. Successivamente prima di morire Hubble inaugurò il telescopio del Monte Palomar da 5 m di diametro.


La luce che viaggia nello spazio prima di giungere a noi viene alterata dall’atmosfera Terrestre, offuscando la nitidezza dei dettagli cosmici. Per tale ragione molti astronomi hanno desiderato un osservatorio nello spazio, il primo ad ipotizzare una nozione del genere fu Herman Hoovert, ma dovettero passare anni prima che la tecnologia rendesse ciò possibile. Negli anni 70 la NASA (National Aeronautic and Space Administration) e l’ESA (European Space Agency) collaborarono alla progettazione di Hubble, che venne realizzato in venti anni di lavoro. La messa in orbita avvenne il 24 aprile 1990, ad una distanza di 600 km dalla terra, realizzando un orbita completa in 90 minuti. I primi risultati furono fallimentari in quanto lo specchio primario aveva un difetto di fabbricazione, i successivi anni trascorsero nella progettazione del COSTAR (Corrective Optics Space Telescope Axial Replacement) il cui compito era scongiurare il difetto. La correzione avvenne nel 1993 tramite una missione spaziale, durante la quale gli astronauti dovettero lavorare per ore. Da quel momento Hubble ci ha regalato numerose e magnifiche foto. Lo scopo di Hubble da quanto si evince è raccogliere foto ad altissima risoluzione, con dettagli che da terra ci verrebbero nascosti dall’atmosfera. Un esempio è il seguente:

Entrando nel merito l’Hubble è stato ideato per essere continuamente aggiornato con nuovi strumenti più efficienti, infatti a seguito della missione del 1993 ve ne furono altre, fino al tragico incidente del Columbia nel febbraio del 2003. Comunque il telescopio è dotato principalmente di due strumenti per scattare le fotografie, i quali possono lavorare contemporaneamente. Il primo è l’ACS (Advanced Camera for Surveys) per osservazioni nella banda dell’ultravioletto, questa è stata sostituita dal FOC (Faint Object Camera) nel 2002. Il secondo e il NICMOS (Near Infrared Camera and Multi Object Spectrometer) che viene utilizzato per l’osservazione nell’infrarosso, quindi in grado di vedere più lontano. In figura è mostrata una tabella per le diverse lunghezze d’onda:

Per trasmetterci i suoi dati Hubble si avvale di alcune antenne, che inviano segnali agli Stati Uniti che a loro volta li girano all’Europa così da poter essere studiati. Facendo una radiografia all’Hubble il suo interno è così articolato:

Il telescopio ha un peso complessivo di 11 tonnellate per 13,5 m di lunghezza, lo schema ottico è di tipo riflettore in configurazione Ritchey Crètien con lo specchio primario 2,5 m. L’alimentazione del sistema nel suo complesso, per quanto si desume dalle foto è ottenuta attraverso i pannelli fotovoltaici, fondamentale per il funzionamento dei suoi circa tremila sensori.
Immagini e testi a cura di Michele Calia