Una meteora con elevata luminosità viene comunemente chiamata bolide. I bolidi, che devono il proprio nome alla parola greca “bolis” (proiettile), non solo altro che delle meteore particolarmente massicce che, impattando con gli strati più alti dell’atmosfera terrestre, bruciano e si consumano producendo una lunga e persistente scia luminosa, costituita principalmente da gas e polveri ad alta temperatura. La parola bolide viene spesso usata dagli astrofili per sottolineare, in un certo senso, l’abnorme luminosità di queste meteore che supera di diversi ordini di grandezza la media statistica. Di solito una meteora, per guadagnarsi l’appellativo di bolide, deve superare almeno la magnitudine massima del pianeta Venere (- 4.6). Per quanto riguarda il limite superiore possiamo affermare che non esiste un valore massimo in quanto sono stati osservati bolidi di magnitudine superiore a quella del Sole (- 26.5). Escludendo tuttavia i casi eccezionali la magnitudine media dei bolidi è compresa tra -8 e -12, affetta comunque da ampie oscillazioni. Come risulta evidente dai numeri appena citati i bolidi più luminosi sono capaci di illuminare “a giorno” il luogo di osservazione notturno e, in casi eccezionali, si rendono visibili anche nel cielo diurno. Si è calcolato che un bolide di magnitudine -12 dovrebbe avere una massa (prima di penetrare nell’atmosfera) di circa 100 kg mentre bolidi più grandi possono arrivare addirittura a 1 m di diametro con 200/300 kg di massa. I bolidi sono in grado di produrre, a causa della grande energia liberata in fase di combustione, veri e propri suoni distintamente udibili come crepitii e piccole esplosioni. Per farsi un’idea un po’ più precisa dei suoni emessi in questi eventi il lettore può immaginare il rumore emesso da tuoni lontani. Durante la combustione negli strati più alti dell’atmosfera capita spesso che il bolide si frantumi in numerosi piccoli pezzetti che continuano a bruciare indipendentemente dando vita a uno spettacolo di notevole effetto. La scia luminosa prodotta dai bolidi è più consistente di quella prodotta dalle comuni meteore, spesso essa persiste nell’atmosfera per diverse decine di secondi. A causa della grande energia liberata dai bolidi accade spesso che i sistemi difensivi dell’aeronautica delle diverse nazioni rivelano la traccia radar lasciata dal corpo, come accaduto il 20 novembre 2008 quando un meteorite di cospicue dimensioni è penetrato nei cieli del Canada lasciano una traccia radar così persistente da essere rivelato dal sistema di difesa degli Stati Uniti. Qui di sotto riportiamo il video che ha immortalato la spettacolare sequenza registrata dalla telecamera di sorveglianza istallata su una pattuglia della Polizia. Notare la potenza del bolide che riesce, per qualche istante, a illuminare a giorno tutta l'area sottostante.
Per quanto riguarda la frequenza giornaliera dei bolidi è stata calcolata una tabella che permette la stima della magnitudine versus il numero effettivo di bolidi (con quella magnitudine) che si manifestano ogni giorno.

Sostanzialmente la tabella ci trasmette il seguente messaggio: gli eventi eccezionali (magnitudine -14) sono molto più infrequenti di quelli più modesti (magnitudine -4/-5). Ogni giorno, mediamente, si verifica, considerando l’intera atmosfera terrestre, un bolide con magnitudine di circa -8.8 (nel grafico corrisponde alla linea pari a 1).