Spettro elettromagnetico e velocità della luce


I parametri che lo contrassegnano sono la velocità di propagazione "ν", la frequenza “f “ e la lunghezza d’onda “λ” secondo questa relazione:


ν = f λ


La velocità di propagazione della luce nel vuoto viene indicata con la lettera “c” (dimostrata in precedenza) ed è pari a 299.792.458 m/s il cui valore è arrotondato a 3*108 m/s. La lunghezza d’onda visibile si trova nell’intervallo compreso tra i raggi UV (390 nm) e i raggi infrarossi (780 nm) come mostrato dalla figura:


Spettro elettromagnetico


In oltre la velocità di propagazione della luce, al di fuori del vuoto, è funzione del mezzo in cui si propaga, in quanto ogni mezzo è caratterizzato da un indice detto di “rifrazione n” il quale è dato da rapporto tra la velocità della luce nel vuoto e la velocità della luce nel mezzo. Il tutto è riassunto da questa equazione:


n = c / v


I tentativi di misurare la velocità della luce furono molteplici, il primo a tentare fu Galileo il quale non ebbe successo in quanto il metodo da lui adottato era del tutto errato. Nelle seguenti righe vengono proposti gli esperimenti di Røëmer e Fizeau. Røëmer era un assiduo osservatore del cielo il quale intuì tramite osservazioni che il periodo che intercorreva tra due eclissi di “Io” (satellite di Giove) era pari a 42 h e 29’. Supponendo di trovarci in questa condizione:


Esperienza di roemer per la misura dalla velocità della luce tramite le eclissi di Io


E osservando un eclisse al tempo T1 e T2 quando la terra è nella posizione 1 e 2, i tempi sono dati da:


T1 = (Dsole-giove – Dsole-terra)/c


T2 = (Dsole-giove + Dsole-terra)/c


Facendo la differenza tra T1 e T2 si può ricavare:


c = (2Dsole-terra)/T2 – T1


Per quanto concerne l’esperimento di Fizeau, per poter misurare la velocità della luce costui si costruì il dispositivo di seguito riportato:


Esperienza di fizeau per la misura dalla velocità della luce tramite ruota dentata


Nel quale viene fatto passare un fascio di luce attraverso una ruota dentata, sia all’andata che al ritorno, che si muove con velocità “ω” e angolo di rotazione “θ”. Se il tempo impiegato dall’impulso per arrivare allo specchio e tornare indietro cade nel caso che un dente blocchi l’impulso, allora il tempo vale:


2D/c = θ/ω


da cui si ricava


c = ω2D/θ



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