La classificazione delle galassie può essere condotta secondo diversi criteri, quali la dimensione, la morfologia e il tipo di radiazione maggiormente emessa; comunemente si usa la catalogazione proposta da Edwin Powell Hubble, il famoso astronomo americano che fu fiero sostenitore della teoria dell’espansione dell’universo. Tale indicizzazione prevede l’esistenza di galassie ellittiche, galassie lenticolari, galassie a spirale e galassie a spirale barrata.
Le galassie ellittiche sono indicate con una E maiuscola seguita da un numero che va da 0 a 7 per indicare il grado di schiacciamento dell’ellisse; alla sigla E0 corrisponde una forma circolare, che si allunga sempre più sino ad arrivare a E7, una galassia ellittica fortemente schiacciata, dalla forma simile ad un pallone da rugby. Galassie di questo tipo sono M 105 nel Leone ed M 49 nella Vergine.

Le galassie lenticolari vengono indicate dal simbolo So hanno una forma a metà strada tra quelle ellittiche e quelle spirali. Non posseggono dei bracci, ma solo un rigonfiamento centrale più o meno evidente; il loro simbolo è So. Due tipici esempi sono la famosa galassia Sombrero, M 104 ed NGC 5866 nel Drago.

Le galassie a spirale, il cui simbolo è S, evidenziano un nucleo centrale ricco di materia da cui partono dei prolungamenti di gas, polveri e stelle. Nel complesso, le galassie a spirale hanno un diametro pari all’incirca a 100.000 anni luce, mentre il disco è spesso 1.000 anni luce; il diametro del disco va da qualche centinaio a poche decine di migliaia di anni luce. La nostra Via Lattea (indicata anche come la Galassia) rientra in questa categoria, che è anche la più numerosa.

Le galassie a spirale barrata (SB), si distinguono perché il loro nucleo è attraversato in senso longitudinale da una barra pressoché uniforme di gas e stelle; i bracci della spirale si originano proprio a partire dall’elemento rettilineo centrale. Tali galassie hanno masse generalmente comprese tra 1010 e 1012 masse solari. NGC 1300 nella costellazione di Eridano è una spirale barrata, così come M 91 nella Chioma di Berenice.

Le galassie irregolari (I), sono quelle che non hanno un nucleo o altre strutture ben definite; si pensa derivino da collisioni tra galassie (eventi più frequenti di quanto si pensi) oppure siano galassie “deformate” dalla forza di gravità di altre strutture supermassive che si trovano nei paraggi. Alcuni astronomi sono concordi nell’affermare che M 82 sia proprio una galassia irregolare; secondo altri, in realtà M 82 sarebbe una galassia spirale barrata con un’orientazione particolare rispetto alla nostra posizione.

Le galassie di Seyfert sono invece oggetti in cui spicca un nucleo estremamente luminoso e la sorgente d’energia responsabile di tale fenomeno è un buco nero di dimensioni cospicue presente al centro della struttura; si tratta di galassie che emettono molto nelle bande radio, infrarosso, ultravioletto e X.

Le galassie nane (d), sono chiamate in questo modo perché contengono un numero di stelle molto inferiore a quello delle galassie più grandi, tipicamente poche decine di migliaia di astri. Possono avere forma irregolare, ellittica o spirale.
(classificazione delle galassie proposta dall’astronomo americano Hubble nel 1936)
Le galassie sono studiate anche in virtù del tipo di attività del loro nucleo:
in genere l’emissione è sostanzialmente costante a tutte le lunghezze d’onda;
esistono tuttavia alcuni oggetti appartenenti a questa categoria, che emettono
in maniera privilegiata in una particolare banda dello spettro, per cui esistono
galassie per così dire “specializzate” ad esempio nelle onde radio o nei raggi
X.
L’emissione nel campo radio è causata dalla presenza di un potente campo
magnetico che interagisce con l’enorme quantità di neutroni ad altissima velocità
emessi dal nucleo di tali galassie. La fonte di energia necessaria a sostenere
un processo così imponente è costituita da un massivo buco nero che inconfondibilmente
è situato al centro di questi oggetti celesti; tipici esempi di questa famiglia
sono Centaurus A e Cygnus A. C’è poi da dire
che molto spesso si incontrano galassie incostanti, che variano l’intensità
della loro emissione in maniera sostanziale in periodi di tempo ridotti.

(zona centrale dalla potentissima sorgente di raggi X denominata Centaurus A)