Infine abbiamo le Nebulose, oggetti di forma irregolare costituiti sia da gas (in massima parte idrogeno) che da polveri, in più di qualche esemplare sono state individuate anche molecole organiche semplici. Le diverse tipologie di nebulose son le seguenti:
Si tratta di nubi di gas ionizzati che vengono eccitate secondo le modalità della fluorescenza; la loro fonte d’energia primaria è la radiazione ultravioletta emessa da stelle a loro vicine. Si ha fluorescenza quando il campione è portato ad una temperatura tale da diventare esso stesso una fonte di radiazione, in tale situazione gli elettroni degli atomi irradiati passano a un livello energetico superiore definito “eccitato” e, durante la fase di rilassamento, rilasciano nell’ambiente l’energia assorbita in forma di luce. L’elemento che richiede un minor apporto d’energia per completare la transazione elettronica, ovvero per passare al livello eccitato è l’idrogeno, ma molto spesso l’energia presente nelle nebulose di questa tipologia è sufficiente per eccitare anche elio, azoto od ossigeno.

Le nubi a riflessione presuppongono che i gas e le polveri che le compongono assorbano la radiazione proveniente da stelle vicine e in seguito tale radiazione viene riflessa e ridistribuita nell’universo. Pertanto questa categoria di oggetti presenta sia uno spettro d’assorbimento, che uno spettro d’emissione; l‘esempio più tipico di siffatta famiglia è la nebulosità che facilmente si scorge attorno alle stelle dell’ammasso delle Pleiadi.

Si tratta di regioni di spazio in cui le polveri si concentrano ad alte densità. Dietro alla polvere si nascondono tuttavia sorgenti di luce e la luce viene assorbita completamente in maniera tale che un osservatore posto al di la di tale sistema percepisce solo una zona molto buia in cui non sembrano esserci né astri, né gas. Uno degli oggetti che meglio rappresenta questa categoria è la nebulosa Sacco di Carbone.
Bisogna chiarire fin da subito che, a dispetto del nome, queste nubi non originano sistemi planetari. La denominazione deriva invece dal fatto che quando esse vengono osservate dai telescopi dei grandi osservatori si vede una stella circondata da un alone polveroso. Le nebulose planetarie non sono altro che immensi getti di gas ionizzato eiettati da una stella gigante rossa: secondo le dinamiche di evoluzione stellare, quando le stelle di grande massa hanno terminato anche lo stadio di gigante rossa vanno incontro a una fase estremamente turbolenta caratterizzata da reazioni termonucleari a catena che accompagnano il collasso definitivo dell’astro e la sua trasformazione in nana bianca. Al termine di questo processo ciò che rimane è una stella molto più piccola incapace di ulteriori evoluzioni, tutta la materia di cui si è “alleggerita” continua a viaggiare per lo spazio sottoforma di nubi variopinte. Sono sicuramente tra gli oggetti più belli da osservare, e alcuni splendidi esempi sono M 57, NGC 7009 chiamata anche Nebulosa Elica, nella costellazione dell’Acquario, oppure la Nebulosa Clessidra.
