Prima Legge - Tutti i pianeti si muovono su orbite ellittiche, di
cui il Sole occupa uno dei due fuochi.
Questa legge fu una grande vittoria della ragione scientifica su pregiudizi
di tipo religioso. Non dimentichiamoci che sfere e cerchi erano ritenute figure
geometriche particolarmente perfette.
Seconda Legge - Il segmento che collega un pianeta al Sole descrive
aree uguali in tempi uguali.
Di conseguenza i pianeti si muovono più velocemente nel tratto di orbita più
vicino al Sole, descrivendo un arco più esteso (durante il perielio) e rallentano
nel tratto più lontano descrivendo un arco meno esteso (durante l’ afelio).
Keplero pubblicò le prime due leggi in Astronomia Nova nel 1609.
Terza Legge - Il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta
è proporzionale al cubo del semiasse maggiore della sua orbita. In altre parole,
il rapporto fra il quadrato del periodo di rivoluzione e il cubo del semiasse
maggiore è lo stesso per tutti i pianeti.
Quindi la velocità di rivoluzione di un pianeta diminuisce con l’ aumentare
della distanza dal Sole. La terza legge venne pubblicata nel Harmonices
mundi libri V, qualche anno dopo le precedenti.