
La famosissima stella della sera e del mattino. Anticamente in realtà, siccome si presentava come una stella luminosa sia nei primi istanti dell’ alba che subito dopo il tramonto, si credeva che vi fossero quindi due corpi distinti: Vespero, la stella della sera, e Lucifero, la stella del mattino. Anche la mitologia ha voluto sottolineare la splendida visibilità in cielo del pianeta. Secondo i greci infatti Venere era Afrodite, la dea dell’ amore e della bellezza.
La caratteristica luminosità di Venere è dovuta dalla sua elevata capacità di riflettere la luce solare. Questa proprietà deriva dalla particolare composizione chimica della sua atmosfera. L’ atmosfera di Venere è composta nel 90% di anidride carbonica, nel 7% di azoto e la restante parte da ossigeno, vapor d’acqueo e acido solforico. Venere era considerato il pianeta gemello della Terra, ma questa affermazione ha senso solo se si considerano le dimensioni che si approssimano a quelle del nostro pianeta. In effetti una forma di vita su Venere è poco probabile data l’elevata pressione, circa 90 volte quella della Terra e temperatura al suolo di 470°C. Su Venere infatti l’ atmosfera si comporta come una vera e propria serra che, trattenendo gran parte di calore assorbito dal Sole, provoca quest’ innalzamento termico. Per questi motivi le prime sonde automatiche che, atterrarono sul suolo di Venere, vedevano rompersi le lenti delle telecamere.
A causa della sua coltre atmosfera non è possibile effettuare osservazioni
dirette nel visibile della superficie di Venere, pertanto tutte le misurazioni
si basano sulla banda radio mediante tecniche radar. Da queste osservazioni
si è riscontrata la presenza di altipiani di carattere lunare che evidenziano
grandi aree craterizzate. La superficie è ricoperta da ciottoli e rocce basaltiche
contenenti una sovrabbondanza di solfuro.
La sonda che diede il contributo più importante per lo studio della superficie
di Venere è sicuramente la sonda Magellano che grazie al suo
radar ha costruito una mappa del suolo abbastanza dettagliata. Dalle analisi
del Magellano sono state riscontrate vaste zone caratterizzate da attività vulcanica
e da crateri da impatto relativamente giovani, questo significa che molto probabilmente
il suolo di Venere è in continuo rinnovo.

(la superficie venusiana ricostruita dal radar della sonda Magellan)
Dal punto di vista chimico-fisico la struttura interna di Venere è paragonabile
a quella della Terra, con un nucleo ferroso, un mantello ed una crosta.
Un altro esempio di scontri apocalittici avvenuti nei primi istanti della formazione
dei pianeti, è dato probabilmente dall’ anomala rotazione di Venere, che ruota
in senso opposto a quello degli altri pianeti, e con un periodo di rotazione
lunghissimo, di più di 200 giorni. Si pensa ad un impatto catastrofico che abbia
creato l’ effetto di quasi arresto e inversione del senso di rotazione del pianeta
stesso.
| Dati fisici | Valori |
|---|---|
| Distanza media dal Sole | 108,2 milioni di Km |
| Diametro | 12103 Km |
| Velocità orbitale attorno al Sole | 35,03 Km/s |
| Periodo di rotazione | 243g 00h 14m |
| Periodo di rivoluzione | 224,7g |
| Satelliti noti | nessuno |
| Massa (Terra = 1) | 0,815 |
| Volume (Terra = 1) | 0,857 |
| Densità media | 5,25 g/cm3 |
| Temp. Min alla superficie | 410°C |
| Temp. Max alla superficie | 625°C |
| Inclinazione dell'asse | 177° 3' |
| Incl orbita rispetto all'eclittica | 3° 23' 39’’ |
| Pressione alla superficie (Terra = 1) | 90 |