Chi ha modo di guardare la rappresentazione dello spettro elettromagnetico
si può rendere conto di quanto sia sottile la regione interessata dal visibile,
è ragionevole quindi pensare alla miriade di informazioni che è possibile ricevere
dalla nostra stella se allarghiamo i nostri orizzonti andando ad analizzare
anche le regioni dell’ infrarosso, dell’ultravioletto e via dicendo in modo
da acquisire più informazioni possibili. Ed è proprio quello che si è fatto
e che tuttora si sta facendo, ma allargare il campo visivo non è semplice come
guardare normalmente al telescopio, a prescindere del tipo di strumento da usare,
sensibile a quella determinata lunghezza d’onda che si vuole analizzare, il
problema fondamentale è l’atmosfera che blocca le radiazioni ultraviolette,
x, e gamma (per fortuna!!!) Ma l’uomo è riuscito a oltrepassare egregiamente
questo vincolo realizzando sonde che immerse nello spazio interplanetario hanno
offerto molto per il mondo accademico e scientifico trasmettendo immagini e
filmati impossibili da riprendere da terra.
Nonostante lo studio del Sole abbia fatto passi da gigante, i metodi classici
di osservazione, come l’utilizzo di torri solari hanno comunque fornito un grande
supporto, soprattutto per lo studio del visibile, basti pensare al famoso telescopio
Hooker dell’osservatorio di Mount Wilson utilizzato da
Edwin Hubble nel 1924 per lo studio delle galassie ma anche
per effettuare osservazioni solari.

(telescopio Hooker)
Attualmente esistono diversi osservatori solari sparsi in tutto il mondo, citiamone giusto i più famosi:

(telescopio McMath-Pierce)
Il telescopio solare più grande del mondo è il McMath-Pierce Solar Telescope del National Solar Observatory, Kitt Peak in Arizona.

(T.H.E.M.I.S.)
THEMIS - Télescope Héliographique pour l'Étude du Magnétisme et des
Instabilités Solaires, ovvero telescopio eliografico per lo studio
del magnetismo e delle instabilità solari.
Il telescopio è ubicato presso l'Osservatorio del Teide, a Tenerife nelle Isole
Canarie e nasce come collaborazione tra il CNRS Francese ed il CNR Italiano.
Per quanto concerne lo studio del Sole nel “non visibile” è doveroso citare
la magnifica sonda SOHO (acronimo di SOlar Heliosferic Observatory),
un dolcetto sfornato dall’ ESA che dal 1995 ci ha regalato una gran quantità
di dati e immagini che non finiscono mai di stupire il mondo scientifico.

(la sonda SO.H.O. in costruzione)
Famose sono le immagini riprese dal LASCO, uno speciale coronografo montato sulla SOHO, che ha permesso di immortalare quelle comete che danno la sensazione di tuffarsi nel Sole.

(corona solare ripresa dal LASCO)
Grazie a questa sonda, si è giunti alla conclusione che la corona non è un
guscio omogeneo, ma tutt’ altro, accennammo in precedenza infatti, che la corona
presenta dei veri e propri buchi, inoltre, come è possibile notare dalle foto
che seguono, la temperatura non è distribuita equamente ma presenta delle discontinuità
a livello termico, zone più calde risultano evidenti grazie a colori chiari
e zone più fredde da colori scuri.
Le immagini qui sotto sono state riprese in 4 lunghezze d'onda diverse mediante
lo strumento EIT - Extreme ultraviolet Imaging Telescope della
SOHO.
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λ = 171 Å |
λ = 195 Å |
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λ = 284 Å |
λ = 304 Å |
Se volete conoscere l'attività solare odierna corredata da tabelle e misurazioni aggiornate vi consigliamo di accedere all'apposita pagina Il Sole Oggi - Attività Solare ultimi sette giorni