Al di fuori della fotosfera esistono degli involucri gassosi che possono
essere considerati come l’atmosfera solare, stiamo parlando della cromosfera
e della corona.
La cromosfera ha uno spessore di circa 10000 Km ed una temperatura di 50000
K. Come principali fenomeni solari possiamo vedere le spicole e le protuberanze.
Le spicole sono piccoli getti di idrogeno di forma filamentare che, una volta generate permangono per circa 5 minuti. Possono essere considerate come un prolungamento della granulazione fotosferica, non a caso sono chiamate spicole perché assumono una forma simile ad una spiga di grano. Come tutti i fenomeni solari, la presenza delle spicole è correlata sempre con l’interazione delle linee di forza del campo magnetico.

(spicole riprese nella riga H-alpha)
Forme ancora più spettacolari sono senza dubbio le protuberanze, esse sono
getti di idrogeno che risultano correlati sempre dal campo magnetico del Sole,
in particolare questi getti, seguono soprattutto le linee di forza del campo
magnetico, ecco perché nella maggior parte dei casi assumono una forma ad arco.
In base alla loro forma ed al loro comportamento esistono tre tipologie di protuberanze:
Ad anello, quiescenti, ed eruttive.
Come suggerisce il nome, le protuberanze ad anello possono assumere forme simili
ad anelli che condensano per poi ricadere sulla superficie.
Le quiescenti invece possono assumere forme svariate ma hanno la caratteristica
di mantenere il loro aspetto per molto tempo.
Le eruttive sono una variante delle protuberanze ad arco, l’unica differenza
è che risultano più “violente”, nel senso che una volta creati si evolvono in
gran velocità allargandosi e allontanandosi dalla cromosfera, dopo essersi espansi,
l’ anello comincia a frastagliarsi e si disperde grazie all’ azione del vento
solare.

(tipica protuberanza a forma di arco)
L’ ultimo strato è la corona, un involucro gassoso che avvolge se pur irregolarmente
il Sole, non possiede quindi una dimensione definita ma la sua estensione è
legata all’ attività magnetica solare. Sull’ equatore infatti la corona si estende
per il suo massimo, mentre ai poli si nota un’ accentuata attenuazione, quasi
una totale assenza di questo involucro. Le regioni ai poli vengono quindi dette
buchi coronali.
Particolarità della corona è la sua temperatura, molto maggiore di quella presente
sulla fotosfera, ben 1500000 K, questa caratteristica è tutt’ora oggetto di
studi per gli astrofisici.
A differenza della fotosfera e della cromosfera, la corona è visibile solo se
si verifica un’ eclissi o se la si osserva mediante un opportuno strumento molto
utilizzato, il coronografo, una specie di cannocchiale che presenta all’ interno
del sistema ottico uno spillo che eclissa appunto il disco solare.
Studi approfonditi sulla corona sono stati possibili analizzando le immagini
effettuate dalle sonde automatiche come l’europea SOHO.

(corona solare fotografata durante un'eclissi)