Tecniche di osservazione


Il Sole è l’astro che possiede il valor più basso di magnitudine apparente, il che significa che risulta essere l’oggetto più luminoso in assoluto visto da Terra. Il nostro occhio non è in grado di minimizzare questo gran quantitativo di luce guardando il Sole direttamente, se esposto alla luce diretta solare infatti, può danneggiarsi anche in modo permanente. Danni ancor più gravi possono essere provocati se lo si osserva mediante uno strumento a lenti, l’energia luminosa verrebbe per così dire amplificata provocando seri danni alla retina oculare.

Ma allora come fanno gli astronomi e gli astrofili ad osservare anche per tempi prolungati le macchie solari, protuberanze, eclissi, senza subire danni?

Beh, la cosa più semplice da fare è quella di bloccare quella porzione di spettro elettromagnetico in particolare la radiazione infrarossa che se pur invisibile risulta pericolosa per i nostri occhi mediante un apposito filtro. Questi filtri vanno sistemati in modo da filtrare la luce prima che questi vi entri nello strumento (e non dietro l’oculare!), questo per evitare il sicuro surriscaldamento delle ottiche ma soprattutto  la fusione del filtro stesso!!!. Fortunatamente il mercato ci mette a disposizione questi materiali a prezzi accessibili, ne esistono di vari tipi, la maggior parte realizzati mediante materiali polimerici. Generalmente vengono venduti o in fogli o in rotoli in modo tale che chiunque può realizzarsi un filtro a seconda delle dimensioni dello strumento.

ATTENZIONE!!! L'ISTALLAZIONE DEI FILTRI SULLE OTTICHE DEI TELESCOPI DEVE ESSERE EFFETTUATA DA ASTROFILI ESPERTI. LA VISIONE DIRETTA DEL SOLE PROVOCA DANNI PERMANENTI ALLA VISTA!

Il filtri più utilizzati sono i filtri AstroSolarTM della Baader Planetarium e i filtri in Black Polymer della Thousand Oaks Optical.

Il primo, maggiormente utilizzato, offre un immagine biancastra che esalta le regioni attive visibili tipo le macchie solari dal resto del disco solare.


Filtro AstroSolar della Baader Planetarium

(filtro AstrosolarTM della Baader Planetarium)


Il secondo invece ha una trasmissione massima nella regione giallo arancione dello spettro, dando all’ immagine una naturale tonalità di questo colore.

Ecco come appaiono questi filtri applicati sui telescopi:



Filtri applicati su un rifrattore 120/1200   Filtri applicati su un riflettore 150/1500   Filtri applicati su un newtoniano 114/900
 

(filtri Thousand Oaks Optical applicati su di un rifrattore 120/1200)

 

(filtri Thousand Oaks Optical applicati su di un riflettore 150/1500)

 

(filtri AstrosolarTM applicati su di un newtoniano 114/900)



Una valida alternativa ai filtri, decisamente economica, è quella di proiettare l’immagine su di uno schermo posto dietro l’oculare a patto di coprire l’obbiettivo con un apposito schermo forato per limitare la radiazione entrante ed evitare così il surriscaldamento e deformazione delle ottiche (Immagine 1). Un altro valido accessorio fornito di “serie” per i telescopi amatoriali fino a qualche tempo fa consisteva semplicemente di uno schermo che proiettava l’immagine uscente dall’oculare su una lastra metallica bianca (Immagine 2).



Sole in proiezione Sole in proiezione


Per chi invece ha la possibilità di spendere qualcosa in più può utilizzare gli interessantissimi filtri in H-alpha.

Questi filtri vengono realizzati con materiali che lasciano passare solo radiazioni con lunghezza d’onda (in centro banda) di 6563 Angstrom. (1 Å = 10-10 m), praticamente le radiazioni provenienti dalla regione attiva della cromosfera.


Filtro solare

(filtro H-alpha)



Immagine solare ripresa nell'H-alpha

(protuberanza osservata mediante filtro H-alpha)


Ogni filtro di questo genere, a seconda del processo costruttivo, dispone di una propria banda passante che generalmente si aggira su 2 Å. Filtri con banda passante stretta, significa considerare filtri selettivi, che offrono immagini abbastanza dettagliate del fenomeno solare attivo, mentre i filtri a banda larga diciamo che possono trasmettere più informazioni alla volta e decade quella che è la selettività del filtro stesso.



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