Un oculare è costituito da un insieme di lenti. Questo strumento venne sviluppato ai tempi di Galileo indipendentemente sia da Campani a Roma che da Huygens in Olanda. L’oculare è l’oggetto che viene interposto tra l’occhio ed il telescopio, permettendoci di osservare particolarità catturate dall’obiettivo. Un tale accessorio come un telescopio è caratterizzato da alcuni parametri tra cui spiccano la lunghezza focale, espressa in mm, la quale ci rivela gli ingrandimenti ottenibili di un qualsiasi strumento, tramite il rapporto Lunghezza focale Telescopio/Lunghezza focale oculare. Per cui se possediamo un telescopio con una lunghezza focale pari a 1000 mm, ed un oculare da 10 mm, otterremo un ingrandimento dell’oggetto osservato di 100x. L’estrazione pupillare, bensì, indica la distanza tra la pupilla di uscita e la superficie esterna della lente rivolta all’osservatore, questa è direttamente proporzionale alla lunghezza focale dell’oculare. Tali accessori come i telescopi sono dotati di diversi sistemi ottici, i più diffusi sono i seguenti:
• H-Huygens: costituito da due lenti piano-convesse
le cui convessità sono rivolte verso l’obiettivo. Questi si trovano in accordo
con telescopi rifrattori o Cassegrain.
• Ramsden: costituito da due lenti piano-convesse, di uguale
lunghezza focale, che si rivolgono le convessità.
• Kellner: simile al precedente tranne che per la lente dell’occhio
costituito da un doppietto focale.
• Or-Ortoscopico: costituito da un tripletto che rimpiazza
la lente di campo e corregge le aberrazioni della lente piano-convessa (uno
dei migliori in commercio).
• Ortoscopico-Plossl: costituito da due doppietti, i cui crown
sono quasi a contatto con flint esterni.
Un esempio è mostrato in figura:
Da quanto si evince dal nome un filtro viene impiegato per limitare la quantità
di luce catturata dall’apertura del telescopio. Un esempio ci viene fornito
dall’osservazione lunare, che per quanto può sembrare banale nella sua fase
di totalità è quasi accecante. I filtri sono costituiti da dischi a facce piane
e parallele che vengono applicati agli oculari o all’obiettivo. Essendo di materiale
trasparente in alcuni casi sono anche colorati per offrire immagini più suggestive.
Se il materiale utilizzato è il quarzo, non ci sono molti problemi, al contrario,
se si utilizza il vetro questo schermerà la radiazione al di sotto dei 330 nm.
I filtri sono caratterizzati da alcuni parametri i più importanti sono la
Trasmissione T e la Neutral Density ND. La
trasmissione è la quantità di luce che attraversa il filtro se questa è del
50%, di 100 fotoni ne passeranno 50. L’ND rappresenta la densità di assorbimento
del filtro, per cui se ND è pari a 3 lascerà passare 1/1000 dell’onda elettromagnetica.
Filtri molto importanti e di conseguenza diffusi sono gli interferenziali per
le nebulose e i filtri H-alfa per osservare le protuberanze
solari. Ricordiamo doverosamente che i filtri sono indispensabili per l’osservazione
del sole, senza dei quali verrebbero provocati danni alla vista nella gran parte
dei casi irreparabili.
Esempio mostrato in figura, a sinistra filtri nebulari, a destra filtri solari
(i più piccoli vengono applicati agli oculari, i più grandi all’obiettivo):
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