Cenni storici



Telescopio di Hevelius

(il telescopio seicentesco di Johannes Hevelius sui tetti della cittadina olandese di Leiden)



La sezione configurazioni ottiche dedica l’attenzione agli strumenti, soffermandosi in particolare sui sistemi più diffusi e cerca di trasmettere al lettore le nozioni necessarie per riuscire ad orientarsi in questo settore, che costituisce un tassello fondamentale nel mondo dell’astronomia amatoriale.

Prima di proseguire nella trattazione, ci sembra doveroso dedicare un breve cenno storico alla nascita di questi strumenti.

La paternità del telescopio molto spesso è fatta risalire erroneamente all’astronomo italiano G. Galilei nel 1609, ma in realtà le prime applicazioni si ebbero nel 1608 in Olanda da Lippershay un costruttore di occhiali. Lippershay infatti, depositò il 2 ottobre del 1608 il brevetto di uno strumento ottico che dava facoltà di vedere in modo ravvicinato oggetti ben più lontani. Quando Galileo apprese tale notizia, migliorò i rudimentali cannocchiali, dotandoli di un più perfezionato sistema di lenti e presentò al mondo, nell’estate del 1609, quello che può essere definito il primo telescopio progredito. Grazie a questa invenzione si aprì una nuova finestra nello  studio dell’universo.

Innanzi tutto bisogna chiarire cos’è un telescopio. Un telescopio è un sistema aperto (dotato di lenti e/o specchi) in grado di percepire una parte della radiazione elettromagnetica che un corpo celeste emette. Naturalmente tale capacità aumenterà all’aumentare del diametro del telescopio (chiariremo più avanti questo concetto). Tali strumenti si dividono in tre categorie principali: rifrattori, riflettori e catadiottrici.



Immagini e testi a cura di Michele Calia



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