Montatura


Nella sezione accessori si cerca di completare il discorso intrapreso durante la trattazione delle configurazioni ottiche dei telescopi. Infatti non avrebbe senso parlare di telescopio, senza menzionare gli accessori che ne permettono l’utilizzo. Durante gli ultimi anni l’astronomia ha visto compiere passi da gigante per quanto concerne attrezzature sussidiare che ne permettono il miglioramento. Un tipico esempio è l’utilizzo di camere CCD (ci ritorneremo più avanti in dettaglio) impiegate nell’astrofotografia che fino a qualche anno fa erano pressoché sconosciute, tanto è vero che per scattare delle fotografie si utilizzavano esclusivamente le classiche Reflex a pellicola (tuttora molto diffuse) dotate di qualche raccordo, quali anelli T2, per essere connesse al telescopio. Gli stessi telescopi negli ultimi anni sono molto cambiati, poiché gli astrofili più esigenti scelgono strumenti più compatti per una facilità di trasporto. Inoltre le dotazioni degli stessi è cambiata, in principio venivano forniti con un gran equipaggiamento di oculari, oggi ne vengono dati in media due, il che è dovuto a due motivi. Il primo è dovuto ad una sostanziale riduzione dei prezzi, il secondo è che in questo modo l’astrofilo può scegliere arbitrariamente gli accessori che più gli necessitano. Entrando nel merito della questione i supporti più diffusi per telescopi sono:



Montatura Equatoriale


Come tutti sappiamo, il nostro pianeta è caratterizzato da uno stato di moto, detto di rotazione, che provoca lo spostamento apparente della volta stellata (per una più approfondita spiegazione si rimanda alla sezione dedicata al sistema solare). Il motivo dell’utilizzo di una montatura del tipo equatoriale poggiata in genere su di un treppiede, è dettata dall’esigenza di compensare il moto di cui in precedenza accennato. In quanto non avrebbe senso condurre un osservazione senza poter inseguire correttamente l’oggetto che si desidera ammirare. Un’altra ragione esemplificativa ci viene fornita dai binocoli, infatti è molto difficile tenere fermo il binocolo tra le mani per osservare un oggetto, figuriamoci un telescopio da diversi chili! Per cui una montatura equatoriale ben orientata è molto comoda in quanto ci permette di muoverci rispetto il solo asse di ascensione retta e di industriarci nell’astrofotografia. Una montatura è ben orientata se l’asse polare è parallelo all’asse di rotazione della terra, nel nostro caso ci viene in aiuto la stella polare che è circa il polo nord celeste. Pertanto basterà guardare attraverso il cannocchiale polare della montatura la stella polare e correggere tramite le manopole dei movimenti micrometrici l’imprecisione. L’errore si noterà rispetto l’asse di declinazione, che avrà un massimo di 3 minuti d’arco ogni ora. Se si conduce una semplice osservazione si possono trascurare frivolezze del genere, tuttavia se ci cimentiamo nell’astrofotografia tramite Reflex o camere CCD, leggerezze del genere possono deteriorare il lavoro di una notte intera. Per ottenere una cosiddetta messa in stazione del proprio strumento basta seguire i seguenti passi:



1) Abbassare l’asse polare della montatura fino a renderlo orizzontale;

2) Puntare un oggetto terrestre allo stesso modo dei cercatori;

3) Centrare l’oggetto centrato dal cannocchiale polare, muovendosi attraverso le viti che regolano l’asse polare e le manopole per l’azimut;

4) Ruotare l’asse di ascensione retta di 180°, bloccare le levette e guardare attraverso il cannocchiale, l’oggetto precedentemente inquadrato avrà compiuto un semicerchio;

5) Tramite le viti a 120° della messa a fuoco, regolare il centro del crocicchio fino a puntare tale cerchio;

6) Queste operazioni vanno iterate fino a che il semicerchio si restringe ed il crocicchio gira su se stesso.



Un esempio è mostrato in figura:


Montatura equatoriale



Montatura Altazimutale


Questo tipo di montatura per la sua semplicità meccanica, è stata la prima ad essere applicata ad un telescopio, poiché come detto in precedenza è molto difficile tenere fermo al centro del telescopio l’oggetto inquadrato senza un supporto di sostegno. I movimenti consentiti da questa sono due, uno verticale detto azimuth e l’altro orizzontale detto di altezza. Al contrario della montatura equatoriale i due assi devono muoversi contemporaneamente e con velocità differenti, le prime applicazioni di questo tipo di montature erano inadatte per alcuni lavori, ciò nonostante, con il pilotamento elettronico questo inconveniente è stato scongiurato. A questo punto una domanda che può sorgere spontanea da parte del lettore è “quale montatura è migliore? Quella equatoriale o altazimutale?”. In effetti nessuna delle due è migliore dell’altra, l’unica differenza è che l’altazimutale è adottata nella maggior parte degli osservatori professionali, mentre l’equatoriale è più utilizzata nei telescopi amatoriali. La motivazione è semplice, dovuta a ragioni realizzative, immaginate di utilizzare una montatura equatoriale per un grande telescopio di un osservatorio, questa richiederebbe un contrappeso più grande del telescopio stesso!

Un esempio è mostrato in figura:


Montatura altazimutale



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